giovedì 18 maggio 2017

Piccole manie di una scribacchina

Che gli scrittori abbiano delle manie è risaputo. Hemingway scriveva solo a matita e solo sui taccuini con la copertina nera, stessa cosa per Truman Capote che poi passava a macchina la storia completa. Hònore de Balzac scriveva consumando ettolitri di caffè e Isabel Allende non comincia mai un lavoro in un giorno diverso dall'8 gennaio. Ora, lungi da me volermi paragonare a questi grandi scrittori. L'unica cosa che ho in comune con il grande Hònore de Balzac è il consumo eccessivo di caffè, ma mi sono accorta che nella mia "non routine" di scrittura ho delle vere e proprie manie.






La "non routine"
Questo è un punto dolente per me, perchè mi piacerebbe essere disciplinata come Agata Christie che scriveva tutte le mattine all'alba, per poi dedicarsi alla famiglia e al lavoro. Oppure di Murakami, che si alza tutte le mattine alle 4 e scrivere per 5-6 ore filate. Purtroppo scrivo quando mi capita e, a volte, dove mi capita. Di lasciare le avvolgenti coperte del lettone proprio non ci penso, forse con il tempo diventerò meno dormigliona e riuscirò a dedicare alla scrittura quelle che sono le ore più produttive della giornata.

Scrive in ogni dove
Questa è la principale caratteristica della mia scrittura. Data la mancanza di tempo cronico, cerco di accontentarmi di qualsiasi minuto libero. Per questo molti dei miei libri non sono stati scritti comodamente al PC. Quando l'amore arriva l'ho scritto tutto sul cellulare. Per questo libro è stato facile, conoscevo a menadito i personaggi della serie ed ero ispiratissima. Spesso mi avvalgo anche dell'iPad, così posso scrivere sempre.

La notte porta consiglio
Ve lo confessavo prima, sono una dormigliona cronica e uso le ultime energie della giornata per la scrittura. Mi ritrovo sempre a scrivere a ora tarda, dopo aver messo il cucciolo a nanna. Per questo anche se resisto mezz'ora per me è già un traguardo. Nel fine settimana riesco a ritagliarmi qualche ora in più, se gli impegni familiari lo permettono.

Il taccuino è la mia coperta di Linus
Quando scrivo una storia mi lascio trasportare dall'ispirazione, ma prima della scrittura non riesco mai a separarmi dal mio taccuino che porto sempre con me. Su carta decido i nomi dei mie personaggi, le ambientazioni e abbozzo la scaletta. Sempre su carta fisso alcuni passaggi che mi vengono all'improvviso e scrivo idee per le scene o storie successive.

La maledizione del quinto capitolo
Ho tante storie abbandonate, stipate in un'apposita cartella del mio computer. Quasi tutte sono ferme al quinto capitolo tanto da pensare a una vera e propria maledizione. Dopo il quinto capitolo non riesco più ad andare avanti oppure mi disinnamoro della storia. Amarti ancora è una delle poche storie che è riuscita a vincere la maledizione, dopo due anni di attesa mi sono sbloccata e sono riuscita a finirla.



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